PARTE I
Erano circa le due del mattino quando fui svegliata da una voce insistente che sussurrava al mio orecchio.
“Na tatè, na tatè, na tatè”.
Aprendo gli occhi, davanti al mio letto, vidi la cosa più sorprendente mai vista in vita mia…:
una Tigre Siberiana.
Tratto dal Capitolo I
L'abisso nero
Probabilmente ognuno di noi potrebbe scrivere un libro raccontando le proprie esperienze di vita, spesso tortuose
e colme di complicati intrighi. Mio marito potrebbe raccontare la storia della sua famiglia e senz´altro sarebbe
un best-seller molto più appassionante di qualsiasi telenovela…
La mia vita prima dell´apparizione della Tigre era simile a mille altre. Si potrebbe tracciare un parallelo o meglio:
vi è un rapporto di causalità tra ciò che racconto in questo primo capitolo e la tesi di questo
libro, infatti senza quelle condizioni precedenti, i successivi e straordinari cambiamenti non sarebbero così
evidenti a nessuno, neanche a me stessa. Queste prime pagine raccontano brevemente la mia vita, descrivendo una bambina
e poi un´adolescente amareggiata e sofferente, in seguito una giovane donna sposata, apparentemente soddisfatta, invece
inquieta e piena di dubbi, sempre alla ricerca di una felicità mai realmente presente e sempre più
inafferrabile e sfuggente.
La mia storia comincia in Inghilterra, a Londra, nel 1962, l´anno della Tigre. Sono nata da una famiglia borghese in
un´era di grandi cambiamenti, gli anni sessanta. Il nostro nucleo familiare era composto di sette persone: i miei
genitori, mio nonno materno, io, mio fratello e due sorelle. Abitavamo insieme in una villetta a schiera in una zona
residenziale e il mondo intero girava intorno ad una sola persona: mio nonno…
Non ho parole per descrivere quell´uomo alto e riservato, oltre al fatto che lui era tutto per me, mi faceva sentire amata, capace, intelligente e soprattutto speciale. Mi sentivo amata di un amore caldo e confortevole, come avvolta in
una grande coperta di lana in un giorno di pioggia invernale. Ho dei ricordi nitidi di me seduta sulle sue ginocchia mentre
lui mi insegnava a leggere; oppure mentre mi lavava i capelli cantando e fischiettando canzoni della prima guerra mondiale e
quando, su continua richiesta, mostrava la sua ferita di guerra e raccontava ancora e ancora la storia del suo miracoloso
salvataggio da parte dei contadini francesi.
Il nonno muore quando io avevo undici anni e tutto finisce. La mia esistenza senza scossoni viene improvvisamente devastata,
vengo gettata in un abisso nero e io annego nel mio dolore. Il giorno prima lui era lì e così presente, poi un
attimo dopo non c´era più. Nemmeno un addio, svanito senza tracce. Essendo noi ragazzi considerati troppo piccoli
per visitare la camera ardente, non abbiamo neppure potuto partecipare al suo funerale. Per me la sua morte fu un abbandono;
mi aveva lasciata sola con un pugno di ricordi e un terribile dolore fisico, come una mortale ferita al cuore. Totalmente
persa, senza mio nonno non sapevo dove indirizzare il mio amore, non trovavo più conforto da nessuna parte e niente
era capace di lenire quella terribile sofferenza.
Dopo diversi mesi cominciai a superare la tragedia, ma anche se riuscivo a trascorrere un´intera giornata senza piangere, nulla fu più come prima. Non mi balenò neppure l´idea di canalizzare quell´amore perduto nella mia stessa famiglia, semplicemente misi tutta l´energia che avevo in quello che per me, a quel tempo, era più
importante: l´amore per la danza classica.
***
Non eravamo una famiglia religiosa, anche se eravamo tutti battezzati e frequentavamo la scuola domenicale che si teneva
alla Chiesa Anglicana dietro casa. Ho il sospetto che la nostra presenza in chiesa servisse per liberare la mamma che
così poteva preparare il pranzo e il papà che finalmente riusciva a leggere il giornale in pace. Non era per
convinzione religiosa, piuttosto per ‘tradizione’. Quindi ogni domenica, insieme ai miei fratelli, ascoltavo la
Messa nella quale si parlava di amore incondizionato e di pace. Poi al telegiornale, ogni giorno, venivano mostrati reportage
sugli attentati dell´IRA e gli scontri fra Cattolici e Protestanti nell´Irlanda del nord. Consideravo tristemente
che l´umanità aveva un´idea molto contorta sul come mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù
Cristo. Già da bambina vedevo le conseguenze dell´interpretazione errata di un ideale religioso. Ovviamente le
mie opinioni erano considerate sovversive e insolite per una bambina così inesperta e immatura, ma per la mia logica
infantile qualcosa non quadrava e un grosso punto interrogativo rimaneva in sospeso.
Mi divertivo abbastanza a scuola e le materie per me più appassionanti erano la storia delle religioni, la storia
dell´Inghilterra e la sociologia. Durante la ricostruzione del passato l´insegnante spiegava le conseguenze
devastanti delle Crociate, quando i Cattolici avevano invaso la Terra Santa, massacrando milioni di cosiddetti
‘pagani’ per portare a termine la loro ‘missione spirituale’, cioè portare l´unica, la
vera religione agli infedeli del mondo. Una Chiesa fondata e costruita su menzogne sature di sangue versato con atroce
violenza, nel nome di Cristo.
Più avanti imparammo la cruda verità sul genocidio dei Popoli Nativi Americani, massacrati e privati delle loro
terre, deportati, costretti a vivere in riserve e chiamati ‘selvaggi pagani’; oppressi, costretti ad abbandonare le
loro tradizioni religiose e obbligati a convertirsi al Cristianesimo. Queste realtà mi sconvolsero. I Cristiani, con la
loro superiorità, erano nient´altro che criminali! Studiando, attraversammo i secoli fino ad arrivare al nostro
tempo e alla diffusione del Cristianesimo per mezzo dei missionari in ogni angolo del mondo, alla loro battaglia per portare la
civilizzazione nel terzo mondo, convertendo milioni di persone poco istruite. Ma il messaggio del Cristo, fondato sulla
tolleranza e sull´amore, non significava forse aiutare gli altri incondizionatamente senza aspettarsi nulla in cambio,
tanto meno una conversione religiosa? Pensavo che educando le popolazioni e modernizzando i loro sistemi sociali, gradualmente
si sarebbero eliminate le tradizioni basate sulla superstizione, perchè la conoscenza e l´istruzione sono la
chiave di ogni progresso. A quell´età ero ancora troppo ingenua per capire l´importanza del controllo
politico e religioso; ero un´idealista che credeva nella giustizia e nell´uguaglianza: insomma, una bambina degli
anni sessanta!
L´educazione scolastica e religiosa insegnava a noi bambini di non fare agli altri quello che non volevamo fosse fatto a
noi.
Un po´ confusa chiesi agli adulti perchè, se era veramente così, milioni di persone per così tanto tempo furono obbligati o persuasi a convertirsi alla Cristianità. Capii bene l´importanza dell´opera dei
missionari cristiani nei paesi poveri, dove tante malattie mortali erano presenti e diffuse, l´assistenza medica scarsa e
donne e bambini venivano venduti, sfruttati e abusati; situazioni pietose dove i missionari lavoravano instancabilmente
impegnandosi per migliorare la vita di queste persone dimenticate da Dio. Ma perchè era così importante
convertirli? Era una lotta per salvare la loro anima o solo un pretesto per aumentare il numero dei fedeli di
un´istituzione religiosa in rapido declino nei paesi ricchi e industrializzati?
Ho quindi imparato che ci sono sempre eccezioni alle regole, basta essere abbastanza importanti e potenti e queste si possono
ritoccare e modellare a nostro piacimento. Dentro di me un grande dubbio iniziava a crescere. Possibile che noi, fieri
Cristiani, intelligenti, istruiti, industrialmente sviluppati e moralmente sani, stavamo dimenticando di rispettare i diritti
di chi era notevolmente più debole, considerando il nostro credo spirituale l´unica verità? Se così
era allora eravamo tutti colpevoli di arroganza sociale e religiosa e avevamo un atteggiamento poco spirituale, anche se le
intenzioni erano le migliori.
A dieci anni cominciai a domandarmi se l´attività religiosa e la pratica della spiritualità fossero la
stessa cosa.
***
A quattro anni comunicai a tutti con orgoglio, la mia intenzione di diventare una ballerina classica. Grazie alle caviglie
sottili e deboli, i miei genitori decisero di seguire il consiglio del nostro dottore, e così mi mandarono ad una scuola
di danza.
Dalla prima lezione m´innamorai di quest´arte, vivendo con gioia ogni momento ed ogni passo. Negli anni che
seguirono la danza divenne il mio mondo. A casa, da sola, con lo stereo al massimo ballavo in estasi, girando, saltando leggera
come l´aria, persa in un sogno ad occhi aperti, immaginando me stessa inchinarmi elegantemente davanti ad un pubblico che
applaudiva in piedi l´amata, stimata, prima ballerina, protagonista del balletto ‘Il Lago di Cigni’.
Poco dopo la scomparsa di mio nonno, l´insegnante di danza consigliò ai miei genitori di mandarmi in una scuola
professionale e così iniziò una nuova avventura. Mi ricordo bene i discorsi dei miei a proposito dei sacrifici
per pagare le rate annuali e la mia immensa gioia quando mi annunciarono la loro decisione di mandarmi alla scuola dei miei
sogni. Da quel momento l´abisso nero dentro di me si placò. Avevo trovato un sostituto di mio nonno, un amore
fedele che non mi avrebbe mai tradita, lasciata o abbandonata e indirizzai tutto l´amore e l´energia che possedevo
nel sogno di diventare una ballerina classica.
I cinque anni che seguirono furono il periodo più bello della mia ancor breve esistenza. Vivevo ogni giorno in un
magico mondo di fate, cigni e bellissime principesse. La scuola era un´immensa casa vittoriana con grandi stanze luminose
dai soffitti alti e dalle finestre larghe. La sala principale aveva le pareti interamente ricoperte di fotografie dedicate e
firmate dai più famosi ballerini e ballerine del mondo: da Nijinski, a Carla Fracci e Margot Fonteyn; al centro di una
delle pareti vi era una teca con all´interno un paio di scarpette da punta appartenute ad Anna Pavlova. I miei maestri
erano persone molto colorate e stravaganti, chiamavano tutti ‘tesoro’ e ‘amore’ e raccontavano storie
drammatiche e affascinanti sul teatro di un tempo. Quasi potevo sentire la magia sulle punte dei piedi, mentre danzavo verso il
mio sedicesimo anno di età.
La magia finì quando la scuola dell´obbligo terminò. Per continuare i miei studi era necessario frequentare
un´altra scuola per tre anni, prima di diventare finalmente una ballerina classica professionale. Dopo l´audizione
aspettai con impazienza il responso. Quel giorno è rimasto per me un ricordo angosciante. Stavo scendendo le scale di
casa quando mia madre aprì quella lettera tanto desiderata. In piedi, nel corridoio, col mio destino scritto su un pezzo
di carta, ci guardammo in silenzio. Il tempo sembrava essersi fermato, congelato, mentre lei apriva lentamente la busta e
guardandomi dritto negli occhi pronunciava quelle due terribili parole: ‘non ammessa’. Esse mi entrarono
nell´anima come un pugnale; la voce di mia madre echeggiò nelle mie orecchie, strana e vuota. Dentro di me una
voce strillava, ma io rimasi immobile sulle scale, impassibile, incapace di reagire.
Tutto intorno a me cominciò ad oscurarsi. Stordita e sopraffatta fui di nuovo inghiottita dall´abisso nero: quella
sensazione terrificante che ben conoscevo, l´identico senso di disperazione provato dopo la morte di mio nonno. Adesso
era tornato e la mia vita cadeva a pezzi, lasciandomi nuda e vulnerabile. Il sogno che aveva occupato il posto di mio nonno
svanì, dissolto nell´aria per un pezzo di carta. Ancora abbandonata e tradita, preda della disperazione, lasciai
che i miei genitori organizzassero la mia vita. Contro la mia volontà partecipai ad un´audizione per entrare in un
college in cui si studiava per lavorare nel teatro o per la televisione commerciale oppure come insegnante di danza. Fui
ammessa e iniziai un corso di tre anni, diventando una delle tante adolescenti truccate e ambiziose che sgomitavano per un
posto nel cast dell´ultimo musical in programma. Odiavo ogni momento, non c´era amore, né magia, solo una
realtà cruda e una competizione spietata. Seppellendo il mio sogno in profondità, smisi di lottare contro
l´abisso nero, permettendogli di trascinarmi nella sua oscurità perfida e profonda e diventare il mio unico
compagno. Da quel momento compresi la fragilità dei miei sogni e feci la solenne promessa di non trovarmi mai
più nella posizione di essere colpita e così firmai la mia condanna. Non avrei mai più osato ottenere
quello che volevo realmente e inconsciamente imparai ad accontentarmi.
Tratto dal Capitolo II
La chiave
Probabilmente la maggior parte di noi pensa che la religione e la spiritualità siano la stessa cosa. Ma le persone
religiose sono veramente tutte persone spirituali? Possiamo vivere una vita spirituale senza i riti e regole di
un´istituzione religiosa?
Queste domande sono frequenti, perchè la maggior parte di noi è condizionata a credere che, solo grazie ad una
dottrina religiosa, l´essere umano può sviluppare doti spirituali, ma trasformarsi in una persona spirituale non
significa necessariamente diventare assidui frequentatori di chiese. Sicuramente ognuno di voi conosce almeno una persona che,
pur dichiarandosi religiosa, ha dimostrato in qualche occasione di essere tutt´altro che spirituale…
Esiste una differenza tra religione e spiritualità?
Ereditiamo un credo religioso dalla nostra famiglia o dalla società; ciò significa che la nostra fede, insieme
alla sua dottrina, non è scelta da noi personalmente, ma trasmessa dalla società in cui viviamo, anche se i
nostri genitori non erano praticanti. Durante l´intero periodo della formazione, la dottrina religiosa della
società di cui facciamo parte ci influenzerà e diventerà parte integrante della nostra psiche, anche se a
livello inconscio. Oggi molte persone nel mondo praticano una religione ‘su misura’ cioè una versione
personalizzata della pratica tradizionale e certamente questa non è una maniera corretta di agire per nessuna dottrina
religiosa.
Tutte le grandi religioni del mondo hanno regole e cerimonie da seguire, celebrazioni che uniscono i fedeli in preghiera dando
sostegno e profondità agli insegnamenti. Ma cosa succede quando la gente partecipa a questi riti solo per abitudine, per
costrizione o per motivi sociali? Milioni di persone di ogni razza dicono di professare una religione quando, di fatto, non
mettono in pratica il vero messaggio, partecipano superficialmente alle cerimonie senza una conoscenza del vero significato di
queste e, in qualche caso, senza il minimo interesse se non quello della socializzazione. Quindi da questo punto di vista
è ovvio che religione e spiritualità non sono necessariamente la stessa cosa.
È necessario essere religiosi per essere spirituali?
A questo punto è necessario stabilire cosa sia la ‘spiritualità’ e cosa dobbiamo aspettarci se e
quando la introduciamo nella nostra vita. Con il movimento New Age una vasta quantità di informazioni superficiali,
imprecise o addirittura false, ha causato notevole confusione riguardo al vero significato di questo spostamento di energia
universale verso la Nuova Era dell´Acquario.
Una vita spirituale richiede pazienza, perseveranza e determinazione, indirizzate a nutrire l´anima al posto
dell´ego. Questo si può realizzare attraverso lo sviluppo e l´applicazione di una disciplina mentale, basata
sull´individualizzazione e trasformazione delle tendenze negative come ad esempio la rabbia, l´arroganza,
l´odio, l´intolleranza, l´impazienza e così via, in favore di aspetti più favorevoli della
natura umana, come il rispetto, la gentilezza, la tolleranza, la pazienza, l´altruismo e l´amore incondizionato.
Queste qualità sono familiari a tutti noi perchè fanno già parte del nostro codice sociale, per non
menzionare i dettami religiosi, ma, nonostante ciò, tendiamo a manifestare con molta più facilità gli
atteggiamenti e le emozioni negativi perchè alla base ci sono conflitti non risolti. Spesso le regole sociali e gli
insegnamenti religiosi più favorevoli vengono ignorati completamente e sono presi in scarsa considerazione, in quanto
non ci viene insegnato il ‘perchè’ manifestiamo questi atteggiamenti negativi e il ‘come’
superarli.
Il semplice divieto o la repressione non è sufficiente e spesso causa l´effetto opposto. La mente umana è
molta complessa, nessuno si comporta o reagisce male senza una buona ragione e per eliminare qualsiasi tendenza inopportuna
è necessario capire e individuarne l´origine. Quindi, tornando alla domanda iniziale, la religione e la
religiosità, o spiritualità, non sono la stessa cosa e l´impegno richiesto per una crescita spirituale
necessita, non solo di una disciplina del corpo e dello spirito, ma anche e soprattutto della mente, la quale può
scegliere di auto-disciplinarsi, senza per questo seguire un credo religioso. Credenti o atei che siamo, il metodo per
diventare ‘religiosi’ o ‘spirituali’ è assolutamente individuale e implica la libertà di
scelta, senza alcun senso di colpa indotto.
La spiritualità ha poche regole ed esse si basano sulla legge universale di rispetto e di amore incondizionato per il
creato e per tutti gli esseri che vi abitano. Rimanendo entro questi parametri è impossibile perdere l´obiettivo.
Vi sembra un quadro del nostro mondo fino ad oggi? Certamente no, eppure è una legge molto semplice ma, nella
realtà di ogni giorno, virtualmente irrealizzabile, per non dire inverosimile. Purtroppo molti di noi sono convinti
dell´impossibilità di modificare la propria vita quotidiana, ma se ognuno di noi facesse un´azione positiva
verso un cambiamento, diventeremmo una forza capace di trasformare il mondo, (era la base dell´originale ideale anarchico
e di moltissime tradizioni spirituali: ‘trasformare se stessi per trasformare il mondo´).
Chi di noi non ha studiato la storia dell´evoluzione sulla Terra e i cambiamenti avvenuti in miliardi di anni? Ma,
stranamente, per molti la parola ‘evoluzione’ è applicabile solo al passato o per la natura o alla specie in
generale. L´universo ci insegna molto chiaramente: nulla è immutabile, ogni cosa creata è destinata a
trasformarsi oppure ad evolversi.
Nell´ultimo secolo la vita per noi umani è cambiata moltissimo. Nel corso della storia grossi cambiamenti si sono
sempre verificati, ma in questo secolo, a seguito della rivoluzione industriale, c´è stata quella che viene
definita dagli studiosi come una ‘accelerazione storica’ mai vista prima. Il famigerato ‘progresso
tecnologico’ non è altro che un tratto della nostra evoluzione.
Quindi abbiamo stabilito che l´essere umano fa parte di un universo in movimento, in trasformazione, in continua
evoluzione. Ma qual´è il ruolo dell´umanità nel disegno universale? Se l´essere umano è
destinato ad una singola esistenza (come insegna la religione cattolica), si troverebbe su una scala evolutiva piuttosto
statica, rispetto al resto del creato. La vita di ognuno di noi sarebbe principalmente impegnata nell´eterna lotta fra il
bene e il male, intento ad accumulare più esperienze possibili in un´unica vita della durata di più o meno
ottant´anni, in un universo di bilioni di anni, dove la vita di un singolo essere umano non rappresenta neanche una
goccia nel mare. Vista la questione da questo punto di vista non sarebbe così scorretto dedurre che anche il nostro
obiettivo principale sia la perfezione attraverso l´armonia, non come specie ma individualmente. Considerando che molte
persone lasciano questa vita colmi di rabbia repressa, rimorsi, tristezza, solitudine e rapporti mai risolti (tutti mali che
poco hanno a che fare con l´armonia dell´universo) quando mai avremo la possibilità per evolverci, se non
attraverso molteplici incarnazioni?
***
Per comprendere il sostegno che l´universo ci offre quando tentiamo di trasformarci in esseri spirituali, è
importante afferrare il concetto che l´universo è una massa di energia pulsante. L´intera creazione,
compresa la razza umana, fa parte di un unico disegno dove il mondo e tutto ciò che in esso è contenuto, è
composto di un numero incalcolabile di atomi e particelle che formano gli oggetti e gli organismi viventi che sono parte di un
´unica entità. Questa forza ha molti nomi secondo le diverse tradizioni spirituali, alcuni la chiamano Dio, cio
è l´origine e la sostanza di ogni cosa.
Pitagora, il matematico greco vissuto nel VI secolo a.C., affermava che tutto può essere espresso con i numeri e che
l´universo rispecchia un disegno calcolabile attraverso un´equazione matematica. La proporzione divina espressa
dalla lettera greca phi ? ha un valore che si esprime con la cifra 1,618033989 (arrotondato 1,618) ed è definito un
numero che è uguale al: phi = 1/phi + 1.
Le cifre che lo compongono, calcolate nel 1996, arrivavano a 10 milioni senza ripetizione. È un ‘numero
irrazionale’, con diverse proprietà singolari; in altre parole: un numero che non può essere mai espresso
rapporto o frazione di due numeri interi. Phi rappresenta l´armonia divina ed esistono esempi infiniti.
Le grandi opere architettoniche, come la camera reale della Grande Piramide in Egitto e alcune chiese e cattedrali gotiche
medievali in Europa, furono costruite rispettando la cosiddetta ‘proporzione aurea’ o ‘proporzione divina
’. Leonardo, Raffaello e Michelangelo, per citarne solo alcuni, applicavano phi in molte delle loro opere di pittura e
scultura. Il Davide, per esempio, è una di queste. La scultura di Michelangelo, è conforme alla proporzione
aurea. Anche la musica classica annovera molte composizioni basate su questa proporzione divina: Debussy la applicava in tutte
le sue sinfonie.
Gli esempi sono così numerosi da rendere impossibile nominarli tutti, ma, per evidenziarne alcuni, phi può essere
trovato in natura nelle strutture delle foglie, nella spirale del DNA quando si divide il diametro, e nel corpo umano: nel
funzionamento del cuore, dove i ventricoli ripristinano il proprio volume nel punto della sezione aurea del ciclo ritmico del
muscolo cardiaco.
Gli antichi Greci avevano studiato le proporzioni auree sul volto umano e, in effetti, quando le proporzioni di un volto si
avvicinano alle proporzioni auree, esso sembra bello alla maggior parte delle persone, al di là delle preferenze, dei
gusti personali e delle mode. Gli esempi sono ovunque.
Tutto ciò indica in un certo senso che Dio ha creato tutto ‘a sua immagine e somiglianza’ attraverso la
proporzione divina e che quindi l´universo è un´affascinante equazione matematica ripetuta costantemente in
molteplici aspetti e forme anche negli esseri umani (1).
È la prova tangibile che tutto il cosmo è collegato al Creatore, che egli è presente in tutto e
l´essere umano gioca un ruolo come in una squadra, non separato o sovrastante alla natura. L´essere umano si
distingue dal resto del creato per la propria creatività, spiritualità e coscienza, non per la sua
necessità, superiorità e separazione dal Creatore. La nostra dottrina religiosa ci ha insegnato che
l´essere umano cammina sulla Terra separato da Dio, che l´accoppiamento è peccaminoso e i figli devono
ricevere il Battesimo per purificarsi dal peccato originale.
A prescindere dai sentimenti presenti o meno all´interno della coppia di genitori, l´accoppiamento e la creazione
di un essere umano sono eventi miracolosi, sacri e senz´altro divini, piuttosto che peccaminosi (semmai è
l´accoppiamento privo di sentimento che posiziona l´essere umano sullo stesso piano degli animali). Tutto il creato
è divino e sicuramente non spetta all´uomo decidere il contrario. Eppure la divinità di ognuno di noi non
è un concetto scontato, abbiamo la tendenza a cercare il divino altrove invece che dentro noi stessi. Preghiamo i santi
per ottenere la salvezza e Dio stesso, sperando di conquistare un frammento di divinità solo dopo la morte, quando
saremo finalmente riuniti alla Fonte dopo una vita esemplare: chi subito dopo la morte, chi dopo il Giorno del Giudizio. La
scienza, dopo la scoperta dell´atomo, ha stabilito che l´energia nelle cellule dopo la morte fisica viene liberata
dalla sua forma materiale, poichè l´energia è impossibile da distruggere; essa semplicemente si trasforma
da materia fisica in sostanza non manifesta. Quest´energia continua ad esistere su un piano non fisico, non è
chiaro dove, ma esistono molte teorie sia spirituali che scientifiche (la Fisica Quantistica (2) studia queste cose) che
sostengono che essa venga liberata nello spazio.
La fede cristiana è basata su eventi storici. La Bibbia narra che ci fu un inizio e che un giorno terminerà tutto
con una fine apocalittica.
Questo fa parte del nostro credo, una cultura lineare, un destino che procede come una linea retta verso una fine.
Nell´antichità i credo religiosi si basavano sull´evidenza che la vita era ciclica; infatti, il simbolo del
cerchio è presente in moltissime culture.
Veniva chiamato ‘il Cerchio della Vita’. La loro semplice logica si basava sul fatto che il cosmo rivela di essere
di natura ripetitiva in ogni suo aspetto.
Tutti gli eventi sono ciclici, la vita e la morte fanno parte di un processo infinito della natura. I pianeti ruotano intorno
al sole, le stagioni si ripetono, le piante crescono dando vita a nuovi semi che muoiono solo per far nascere i fiori che, a
loro volta, genereranno frutti pieni di semi…. Quindi per i saggi delle tribù dei nostri antenati l´uomo
era parte del grande cerchio della natura e tutti gli esseri vivevano armoniosamente in un eco-sistema perfettamente
equilibrato.
L´universo si basa sul perfetto equilibrio di energia positiva e negativa. Gli orientali chiamano queste energie
fondamentali yin e yang e, nelle tradizioni più antiche, queste forze erano come una coppia sacra ed inscindibile. Era
essenziale tenerne conto per l´equilibrio dell´Uomo nel suo delicato rapporto con sé stesso e con la natura.
L´Occidente, col tempo, ha sviluppato un punto di vista diverso, poichè ha prevalso la visione dualistica della
vita, come se queste due forze, negativo e positivo, fossero avversarie. Impariamo fin da bambini ad associare e riconoscere la
polarità tra concetti apparentemente opposti, quando invece sono solo estremamente contrastanti. Concetti opposti come
paradiso/inferno, Dio/Satana, angeli/demoni. fanno parte di un unico tema: l´eterna lotta fra il Bene e il Male e non
suggeriscono l´idea di opposte polarità. Gli opposti, nella lingua comune, invece non sono avversari e possono
coesistere felicemente. Parole come grasso/magro, piccolo/grande, notte/giorno, luce/buio, negativo/positivo sono tutti opposti
compatibili che coesistano armoniosamente e che in certi casi non potrebbero esistere l´ uno senza l´altro. Ma come
abbiamo creato questa falsa immagine della coppia negativo/positivo?
“Ogni autentico incontro col sé viene sperimentato come una sconfitta dell´ego, perchè le fantasie
dell´ego sul controllo o sul benessere vengono cancellate da ciò che vuole il sè.”
Carl Gustav Jung
Tratto dal Capitolo III
Condizionamenti e impedimenti
Quante volte al giorno ripetiamo ai nostri bambini frasi come:
“Così non mi piaci”
“Perchè non sei come tua sorella/fratello?”
“Stai zitta/o, non capisci niente”.
“Se fai così, non ti voglio più bene”.
“Sei un idiota”.
Questi esempi, insieme a tante altre espressioni pronunciate per un lungo periodo di tempo, possono avere conseguenze negative
e condizionare i nostri figli, trasformandoli in adulti complessati e infelici e compromettere la generazione futura che
ripeterà i nostri stessi errori, in un circolo vizioso senza fine. Se ci fermiamo a riflettere, ci accorgiamo di
ripetere ogni giorno delle frasi fatte senza pensare alle conseguenze che possano avere su chi le ascolta. Osservando meglio,
si fa chiaro come il modo di comunicare sia di enorme importanza nell´educazione.
I neonati arrivano nel mondo con il loro bagaglio di caratteristiche e tendenze, molte neo-mamme confermano che già
durante la gestazione i loro bimbi danno segni di tranquillità, oppure di vivacità; quasi tutte le mamme
concordano sul fatto che i piccoli manifestavano il loro carattere quasi subito dopo la nascita. Negli ultimi anni studi
specifici hanno confermato l´enorme importanza dell´educazione familiare e ambientale. Un bambino svilupperà
certi condizionamenti adattandosi a modo suo alle circostanze familiari ed è su quei condizionamenti che si
modellerà l´adulto in divenire.
Cosa sono i condizionamenti e in che modo noi condizioniamo il prossimo?
Tutte le persone durante la loro infanzia sono esposte a condizionamenti familiari e ambientali, assorbono: atteggiamenti,
abitudini, paure, idee, frustrazioni, credenze religiose, cultura, convinzioni, emozioni negative e positive. In molti casi
quelle influenze, quando sono negative, causano impedimenti psicologici che spesso vengono sepolti a livello inconscio,
inibendo la possibilità di vivere nel modo desiderato e di conseguenza sono all´origine di un indefinito senso di
insoddisfazione e frustrazione. Sfortunatamente i condizionamenti negativi sono più facili da assorbire e vengono
trasmessi ai figli in modo subliminale con l´esempio poi, a loro volta, essi li trasmetteranno ai loro discendenti in
progressione geometrica.
I bambini sono totalmente dipendenti dai genitori per la loro sopravvivenza e quindi da questi ultimi sono dominati. Da adulti, dopo aver acquisito la maggiore età, l´indipendenza e il diritto di scegliere, in teoria, non dovrebbero essere
più vincolati; al contrario quasi tutti sono obbligati ad accettare dal prossimo certe condizioni, comportamenti e
interazioni non corrette che spesso nascondono tentativi consci e inconsci di manipolazione.
In genere le limitazioni familiari e ambientali regnano sulle scelte dei nostri rapporti lavorativi, sociali ed emotivi.
L´atto di influenzare qualcuno ha una grande potenzialità negativa, sia fisica che mentale. L´innocua
abitudine di elargire premi per la buona condotta, instaura un condizionamento che può causare problemi di vario
genere: l´assenza del concetto di gratuità, di generosità, di amore incondizionato, la tendenza alla
mercificazione dell´affetto o la sensazione di non meritare gran che dalla vita.
Le nostre scelte, nell´ambito del lavoro, dell´amicizia e dell´amore, sono governate dalla nostra
personalità (ego condizionato) e da ciò che pensa di volere, non da ciò che l´anima vuole veramente.
Anche quando siamo coscienti dei nostri desideri più profondi, di solito, è difficilissimo realizzarli,
perchè siamo dipendenti dai bisogni dell´ego come marionette manovrate da un altro essere che vive dentro di noi.
Questo è il nostro lato oscuro, il Mr. Hyde, l´ombra che agisce al di là di ciò che ci sta veramente
a cuore, profondamente.
Ma l´ego manifesta solo atteggiamenti negativi?
Probabilmente l´ego è il compagno dell´anima, il suo opposto, il partner perfetto, la metà del
binomio negativo/positivo. Esaminandolo da questo punto di vista l´ego sembra funzionare come la controparte del
sè superiore, che ci permette di vivere in questo mondo materiale dove è necessario avere una
‘maschera’ di protezione, una corazza per sopravvivere e difenderci. Quando, invece, è privo di controllo,
il suo potere regna incontrastato e crea nella società umana il tipico caos e le negatività ai quali siamo
abituati e ai quali spesso ci rassegniamo.
Al contrario un condizionamento positivo che porti ad avere un approccio solare e positivo alla vita, che favorisca
l´amore per gli altri e per la natura, il rispetto e la tolleranza, è indispensabile per la crescita sana di ogni
individuo. Sono doni rari e preziosi che nutrono l´anima ma, come ogni genitore sa, trasmettere questi valori non
è un´impresa facile. Sfortunatamente osserviamo come le influenze negative vengano assorbite con più
facilità, quindi l´educazione di un figlio richiede pazienza e perseveranza, perchè la negatività
fiorisce in condizioni di poca attenzione profonda e poca costanza da parte dei genitori che, a loro volta, sono ‘
disturbati’.
Anche se cresciamo nello stesso ambiente, come si cresce tra fratelli, ognuno reagirà diversamente alla realtà
che lo circonda. Se prendiamo tre fratelli che ricevono gli stessi condizionamenti familiari, quello che influenzerà
uno, non avrà necessariamente gli stessi effetti sugli altri due, perchè, a causa dei suoi punti di forza e
debolezza, ogni bambino reagirà a suo modo. Ma se uno di questi fratelli verrà trattato ingiustamente e in
maniera più severa, gli altri due subiranno ugualmente delle conseguenze. Spesso, nelle famiglie numerose, capita che
uno dei figli sia preso di mira a causa di comportamenti particolari, per la troppa vivacità, oppure per favoritismi da
parte dei genitori verso gli altri fratelli.
L´interazione violenta contribuisce a creare un ambiente instabile per tutti e causerà, anche nei fratelli
più favoriti, sensazioni di paura e angoscia, essendo comunque indirettamente coinvolti. Ognuno di loro reagirà
secondo il proprio punto di forza e debolezza, manifestando, o peggio, nascondendo dentro di sè sentimenti negativi.
Non mostrare le emozioni porta pessimi risultati che condizioneranno pesantemente la vita futura.
Quando si è stanchi e stressati è facile ritrovarsi a scaricare la tensione su vittime innocenti come i bambini,
ma queste sono azioni irresponsabili che possono ferire per la vita un bimbo impressionabile. Anche se siamo convinti che
questi incidenti siano senza conseguenze, soltanto piccoli scatti di rabbia ed impazienza, sono invece comportamenti che
condizioneranno la vita dei nostri figli da adulti; se manchiamo di rispetto verso le persone alle quali siamo più
affezionati, figuriamoci com´è facile farlo verso gli estranei.
Il difficile lavoro di educare i nostri figli, qualche volta ci porta a condizionarli anche quando abbiamo a cuore il loro
bene. Anche la mancanza assoluta di regole e di disciplina danneggia i nostri figli, tanto quanto un´infanzia senza
amore, in quanto l´assenza di confini specifici nell´educazione crea disordini della personalità e la
mancanza di punti di riferimento precisi, sui quali costruire e delimitare il proprio ego. Il segreto è quello di
utilizzare la via di mezzo ma, come sanno tutti i genitori, non è cosa facile.
Per riconoscere quando stiamo condizionando gli altri, prima di tutto è necessario ammetterlo. Questo vuol dire prendere
coscienza ed accettare il fatto che, a volte, tentiamo di controllare e manipolare gli altri con atteggiamenti aggressivi,
oppure con il vittimismo, i sensi di colpa, l´ostentazione delle nostre frustrazioni, la rabbia,
l´auto-commiserazione, la mancanza di rispetto o i continui lamenti.
La tipica scusa che si adduce per giustificare questi comportamenti è la seguente:
“Con chi posso sfogarmi, se non posso essere me stesso/a con la mia famiglia?”
Quello è il momento per fare un esercizio di onestà e chiedersi:
“Quante volte manipolo i sentimenti di chi amo o dico di amare di più, imponendo in modo diretto o indiretto la
mia volontà?”
Se la risposta è:
“Mai”, potrebbe significare che non siamo ancora capaci di esseri onesti fino in fondo con noi stessi, oppure i
sottili meccanismi dell´ego non sono ancora del tutto chiari. Che ci piaccia o no, siamo tutti responsabili di questo
‘crimine emotivo’, quindi non c´è bisogno di reagire male, difendendoci a spada tratta o sentirci in
colpa.
La strada della libertà è l´accettazione.
Aprendoci, ammettiamo di essere condizionati e questo è il primo passo verso il cambiamento; quello successivo
sarà rivedere le proprie credenze e convinzioni, su noi stessi, gli altri e il mondo in generale.
La nostra educazione è basata sull´assorbimento di opinioni e credenze altrui che forse non verranno mai
contestate. Tutte le nostre convinzioni fondamentali sono ereditate dai familiari, dagli educatori, dall´ambiente e dai
media, pertanto gran parte del modo di valutare noi stessi e gli altri è un ‘condizionamento’.
‘Ora’ è il momento di cominciare a costruire un nuovo codice comportamentale. Imparando a guardare il mondo
attraverso una visione nuova e fresca, saremo in grado di vivere questi nuovi valori che percepiamo, come un´esistenza
più vera; inoltre diminuirà sempre più il terrore di non essere amati e/o accettati. Qualche volta questo
nuovo modo di vedere le cose non verrà subito accettato dalle persone che vivono con noi e intorno a noi e non
sarà sempre compatibile con i nostri rapporti e condizioni di vita.
Ma non bisogna temere, perchè stiamo cercando la nostra verità, la conoscenza che può aiutarci a crescere
e maturare. Qualche volta questa verità non permette agli altri di continuare nei nostri confronti a perpetrare il loro
comodo, psicologico o reale che sia, spesso a nostre spese.
Per cambiare ed eliminare molti comportamenti sbagliati, dettati dai condizionamenti, è necessario comprendere la natura
della mente e lo spirito umano, magari aiutandosi con la pratica di qualche forma di meditazione. Col tempo cominciando ad
applicare nella propria vita ciò che impariamo, sarà più semplice individuare le origini di molti dei
nostri problemi. Questo non vuol dire iscriversi ad un corso accelerato di psicologia. Tutte le informazioni necessarie si
possono reperire sugli scaffali della nostra libreria di fiducia, nella sezione spiritualità, auto-aiuto e
psicologia.
Per mezzo della disciplina mentale, attuata col mezzo più adatto a noi, possiamo cominciare a riconoscere i meccanismi
che scatenano i nostri riflessi condizionati negativi. Iniziamo a vedere molto chiaramente come certe influenze ambientali ed
educative abbiano causato difficoltà, quasi insuperabili, nei vari aspetti della nostra vita quotidiana. Questi
condizionamenti ci impediscono di vivere la vita che veramente vogliamo. Forse desideriamo disperatamente comportarci in modo
diverso, ma le influenze negative ci convincono ad abbandonare questo sano impulso. L´impossibilità di soddisfare
la nostra aspirazione interiore ci causa di conseguenza sensi di colpa nei nostri stessi confronti e di risentimento verso chi
ci sembra meno incapace.
Si pensa spesso che soltanto i condizionamenti estremi possano essere dannosi alla psiche umana. Siamo convinti che durante la
nostra infanzia felice non si sia originato alcun problema. Questo può essere in parte vero, ma non è necessario
essere maltrattati, trascurati, molestati o educati senza amore per diventare adulti problematici. Se sperimentiamo rapporti di
qualsiasi tipo in modo difficoltoso, come problemi finanziari e altre situazioni che causano angoscia, tristezza, rancore,
rabbia, frustrazione e insoddisfazione, significa che queste emozioni sono state causate dai condizionamenti sepolti in
profondità, poichè tutte le nostre azioni e reazioni ad ogni circostanza, sono pilotate dalle convinzioni ormai
radicate che abbiamo ereditato dalla nostra famiglia e dall´ambiente fin dalla nascita. Per correggere gli schemi mentali
negativi bisogna mettere in discussione qualsiasi opinione negativa su noi stessi e il mondo in generale.
PARTE II
Mi svegliai e sopra di me vidi un´immagine, una linea dorata e luminescente che tracciava i lineamenti della Tigre, la
sua testa maestosa e quei grandi occhi penetranti.
Mi guardò, paziente, in silenzio.
Tratto dal Capitolo IV
Reincarnazione e karma - spezzare le catene
Quando apparve la Tigre per la seconda volta, cominciai a riflettere su cosa sarebbe accaduto, considerando i cambiamenti
sconvolgenti avvenuti in seguito alla prima apparizione. Turbata, ma un po´ eccitata, attesi con pazienza che qualcosa di
speciale si realizzasse.
Quell´estate comprai alcuni libri, otto per la precisione, e li scelsi scorrendo la mano lungo gli scaffali delle sezioni
‘spiritualità e auto-aiuto’; li tiravo fuori uno ad uno con gli occhi chiusi. Leggendo il retro di ogni
libro, notai una cosa assai curiosa, avevano tutti in comune lo stesso tema: la reincarnazione.
Durante quel periodo, si erano verificati certi strani episodi, troppi per essere considerati semplici coincidenze e,
poichè sono fermamente convinta che niente avviene per caso, rimasi in attesa.
Un pomeriggio di quell´estate calda e umida ero in compagnia di un conoscente e la nostra conversazione prese
improvvisamente una strana piega. L´uomo col quale conversavo fece un commento sulla giornata fastidiosamente torrida.
Senza pensare, risposi: “Forse eri un eschimese in una vita passata…”. Lui mi guardò dritto negli
occhi e disse: “No, ero un pirata!”. Mascherai la mia sorpresa mentre mi spiegava di essere stato da uno psicologo
per fare una regressione ipnotica per sondare le vite passate. A quei tempi non sapevo nulla sulla reincarnazione, ma ascoltai
la sua affascinante storia con mente aperta.
Due settimane dopo un´amica venne da noi a pranzo portando con sè un ospite inatteso, senza nessuna esitazione
aggiunsi un posto a tavola. Stavamo parlando di cose di tutti i giorni finchè il ragazzo cominciò a parlare di
reincarnazione. Anche lui si era sottoposto a regressione ipnotica e la sua esperienza era altrettanto interessante. A questo
punto qualcosa sembrava indicare che dovevo indagare sull´argomento, quindi decisi di seguire il suggerimento. Lessi tre
libri dello psicologo americano di nome Brian Weiss nei quali egli descrive alcuni casi molto particolari, con prove talmente
convincenti da farmi considerare seriamente l´idea che le anime si reincarnino di vita in vita sulla Terra, in corpi
fisici diversi. Ciò che era veramente peculiare consisteva nel fatto che quel professore di psicologia,
indiscutibilmente serio e con una reputazione e una posizione da difendere, potesse essere così convinto da scrivere
libri su un argomento così controverso e sconosciuto alla popolazione americana, prevalentemente cristiana.
Avevo sempre creduto, ingenuamente, che la reincarnazione interessasse solo ai buddhisti e agli induisti, non immaginavo che la
nostra Europa fosse satura di questa concezione nel passato remoto. Venni a sapere che l´idea della reincarnazione era
presente, nell´antichità, anche in occidente. Pitagora (1) creò una filosofia in cui era compresa la
reincarnazione; i Druidi (2) dell´antica Britannia credevano nella trasmigrazione delle anime così come la chiesa
Celtica guidata da San Colombano da Glencolumcille (una spina nel fianco per la Chiesa Cattolica Romana) e i Catari, una setta
cristiana presente nel XII e XIII secolo d.C. nella Francia settentrionale.
Insomma, la lotta fra i culti e la Chiesa Cattolica Romana fa parte della nostra storia religiosa e certamente questa dottrina
non fu qualcosa di estraneo ai nostri avi europei. La teoria della reincarnazione oggi non è così diffusa, anche
se si trovano moltissimi libri sull´argomento, libri pubblicati da famosi studiosi e da rispettabili organizzazioni di
provata serietà scientifica, soprattutto nei paesi cristiani. Questa conoscenza viene sempre per lo più
presentata come una filosofia orientale, asiatica, oppure come un concetto new age e non qualcosa appartenente alla nostra
storia. Non la troverete menzionata nei libri di storia scolastici. Viviamo nella società occidentale e supponiamo che
la reincarnazione non abbia mai fatto parte della nostra tradizione spirituale.
Sembra che alcuni documenti storici dimostrino che la reincarnazione facesse parte del credo cristiano che poi subì
varie trasformazioni durante il Medioevo, quando la Chiesa Cattolica cominciò ad acquisire sempre più potere.
Nell´insegnamento del catechismo poco o nulla è menzionato sulle dottrine esoteriche di Salomone, portate avanti
dagli Gnostici (3), gli eredi della prima setta ebraica.
La loro pratica religiosa si avvicinava molto alla dottrina metafisica di Platone e Pitagora, che si basava
sull´astrologia e la conoscenza del cosmo. Praticavano l´antica religione, ma erano particolarmente interessati
agli insegnamenti di un certo discendente di Davide, (il re Davide, padre di re Salomone), come dice l´Epistola agli
Ebrei 7:14. “Infatti è noto che Gesù viene dalla tribù di Giuda”. Le scritture dicono che
Gesù fu un Nazareno, (il titolo comune Gesù di Nazareth, ossia Gesù proveniente da Nazareth è un
errore di traduzione, il titolo Nazareno o Nazareo significa un membro di una particolare setta. Negli atti 24:5, Paolo viene
condotto davanti al governatore di Cesarea con l´accusa di sedizione religiosa: “Poichè noi abbiamo trovato
quest´uomo essere una peste e promuovere sedizione fra tutti i giudei che sono per lo mondo ed essere il capo della setta
dei nazareni”. Anche Giovanni Battista e il fratello di Gesù, Giacomo, furono nazareni, un termine che risale al
Vecchio Testamento riferito a Samuele e Sansone.
I Nazareni erano asceti vincolati da rigidi voti durante periodi ben precisi. All´epoca di Gesù erano associati
alla comunità essena di Qumran (dove furono trovati i Rotoli del Mar Morto) e furono obbligati ad osservare le regole e
le leggi della comunità che erano molto severe, specialmente a riguardo al fidanzamento e al matrimonio.
La nascita di un Salvatore, ovvero un Messia fu predetta dagli Ebrei (il popolo Ebreo aspetta ancora oggi il Messia).
Probabilmente il ruolo di Gesù non fu quello di ideare una nuova dottrina religiosa, ma piuttosto di trasformare
l´Ebraismo stesso offrendo ai ‘gentili’ (= non ebrei e quindi impuri) la libera scelta di venerare il Dio
degli Ebrei. (I manoscritti di Qumran parlano addirittura dell´attesa di due Messia, uno avrebbe fatto parte della casta
sacerdotale che lo chiamava ‘Maestro di Rettitudine’ e l´altro sarebbe stato un principe della stirpe di
Davide, un guerriero che avrebbe salvato il suo popolo dall´oppressione dei Romani). Si speculava parecchio su chi dei
due fosse il Messia, Giovanni Battista oppure Gesù. Il primo fu un ‘sadoc’ (titolo sacerdotale) (4), quindi
secondo la tradizione ebraica era ‘unto’; aveva quindi il rango messianico (Messia vuol dire ‘unto’).
Sull´argomento di Giovanni Battista si dice: “riconobbe chi egli era e non lo negò, ma riconobbe anche: non
sono il Cristo”, (Giovanni 1 :20).
La parte esoterica della religione ebraica è la Cabala (Qabbalà) e i sommi sacerdoti predicavano al popolo la
fede nella reincarnazione. E´ importante ricordare che Gesù non era un ‘gentile’ e neanche un
cristiano, ma un ebreo ellenista e la sua religione fu il giudaismo radicale. Molto probabilmente conosceva e forse condivideva
la dottrina della reincarnazione, quindi è molto probabile che i neo-cristiani praticassero questo credo, prima che
l´impero romano contaminasse l´insegnamento spirituale di Gesù con la sua politica repressiva.
Nel 553 d.C. l´imperatore Giustiniano fece una mossa astuta convocando il secondo Sinodo di Costantinopoli, senza che il
Papa fosse presente. L´assemblea si riunì e dichiarò eresia la credenza nella reincarnazione. Qualsiasi
citazione sull´argomento fu eliminata dalla dottrina cristiana. Venne scritto: “Se qualcuno sostiene
l´immaginaria preesistenza dell´anima ed accetta la mostruosa dottrina che ne deriva, su di lui cada il nostro
anatema.”
La Chiesa Cattolica Romana ha sempre represso i movimenti eretici, (cioè chi aveva un´opinione diversa). I Catari,
per esempio, erano una setta che subì una brutale repressione, anche a causa della fede nella reincarnazione. Essi
credevano anche nel matrimonio di Gesù con Maria Maddalena e rifiutavano di riconoscere il Papa (5).
I Catari, conosciuti anche come Albigesi, furono popolari durante il XII e il XIII secolo, nella regione francese detta
Linguadoca e nell´Italia settentrionale. La maggior parte dei loro documenti sono stati distrutti e quindi
l´origine del loro credo è andato perso.
Si sa che la loro ideologia era basata sul dualismo secondo cui l´anima era pura e il corpo tendenzialmente contaminato.
L´anima poteva essere liberata soltanto attraverso il distacco dal mondo ed era destinata a reincarnarsi fino al
raggiungimento della perfezione. Si consideravano Cristiani ed erano pacifici, ma nel 1209 Papa Innocenzo III condusse una vera
e propria crociata particolarmente sanguinosa contro di loro, che durò undici anni, fino al 1255, con la morte dei pochi
Catari rimasti in vita.
Ma da dove derivava il loro credo nella reincarnazione? E la convinzione che Gesù si sposò con Maria Maddalena?
Anche se è un argomento controverso in ambito storico e religioso, molti documenti riferiscono del presunto arrivo di
Maria Maddalena, sotto la protezione di Giuseppe d´Arimatea, che portò il Santo Graal nella Francia settentrionale
(6), un evento ben documentato anche nell´arte francese (7).
La maggioranza di noi è ignara di questi fatti, per noi era una donna di scarsa importanza, di fama poco raccomandabile,
pentita e seguace di Cristo. Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena non viene mai descritta apertamente come una prostituta, ma
come colei “dalla quale Gesù aveva scacciato sette demoni” (Luca 8:2).
Facendo riferimento ancora una volta ai Rotoli del Mar Morto, il capo degli scribi, ai tempi di Gesù, era Giuda
Iscariota e un altro dei suoi titoli era ‘sacerdote demone numero sette´. Come capo scriba aveva il ruolo ufficiale
di ‘tentator’. Il ruolo dei sette sacerdoti demoni era quello di formare un gruppo di opposizione alla casta
sacerdotale dominante ‘le sette luci del Menorah’ (il Menorah, o candelabro a sette braccia, secondo la Cabala
rappresenta l´albero della vita, l´albero dei Sephiroth).
Il loro compito era di supervisionare la comunità di donne celibi. Quindi il riferimento alla deliberazione dei sette
demoni suggerisce che Maria Maddelena sarebbe stata svincolata dalla loro supervisione e promessa in sposa.
Tratto dal Capitolo V
Meditazione, medicina per l'anima
Poco dopo la prima apparizione della Tigre sentii il bisogno di passare momenti di quiete e solitudine e dopo una breve
spiegazione al telefono dalla mia amica competente nella pratica del viaggio sciamanico, cominciai a praticare la meditazione
visiva accompagnata dai tamburi.
La meditazione è un´esperienza splendida per chi entra nel mondo ignoto nascosto dentro di noi. Esistano
moltissimi metodi, ma il percorso visivo per me fu il metodo più facile, essendo una persona con molta immaginazione: il
primo tentativo mi lasciò un forte segno.
Seguendo i suggerimenti della mia amica entrai in uno stato di rilassamento, dove, per un attimo, persi la connessione col
tempo. Mi trovavo seduta in alto, su di una roccia e guardavo un panorama stupendo: una distesa verde in pianura. Seduta a
gambe incrociate vidi materializzarsi fra le mie mani un libro, lo sfogliai lentamente e notai che ogni foglio era bianco.
Sette anni dopo scrissi questo mio primo libro.
Mi piace considerare quella meditazione come l´annuncio della realizzazione e pubblicazione di una conoscenza spirituale
allora ancora sconosciuta. Infatti durante i primi anni del mio risveglio non avevo cognizione di ciò che avrei imparato
negli anni seguenti. L´esperienza mi dettò le parole da scrivere sulle pagine vuote.
I benefici che si possono ottenere con la pratica della meditazione sono molteplici.
E´ un modo meraviglioso per imparare l´arte del rilassamento e, più importante ancora, ci permette di
accedere a livelli più profondi della nostra interiorità, dove possiamo trovare le risposte ai nostri dilemmi e
dove risiede la forza interiore. Appena aperta la porta siamo liberi di viaggiare e scoprire la strada della nostra
‘intenzione originale’ con consapevolezza, invece di procedere inciampando nel buio come ciechi.
Come menzionato nel capitolo precedente, quando pratichiamo la meditazione e la preghiera con la mente focalizzata su un unico
pensiero, si impara ad indirizzare e guidare l´energia mentale. Durante la giornata i pensieri sono spesso
incontrollabili e spesso negativi, simili ad un fiume in piena e noi siamo incapaci di concentrarci su un pensiero alla volta,
assillati come siamo da tante incombenze. Ma entrando nel mondo della meditazione la forza della nostra energia mentale
verrà rinforzata e intensificata.
La meditazione è uno strumento di gran potere quando affrontiamo i nostri demoni. Uno dei sintomi più frequenti,
quando lottiamo per il controllo interiore, è la stanchezza mentale. Personalmente durante quei periodi sentivo il
bisogno di ritornare a letto poco dopo essermi alzata e spesso sognavo un lungo letargo.
Un altro segnale, molto consueto, è l´atteggiamento negativo verso tutto quello che ci circonda. Quando la
battaglia contro i condizionamenti è in pieno svolgimento, un bombardamento di ostacoli ci assilla all´improvviso,
contrastando il superamento delle vecchie abitudini. E´ un momento estremamente critico e la nostra fede sarà
messa in discussione. Molti abbandonano proprio in questi istanti l´intenzione di andare avanti e i demoni segnano un
punto a loro favore.
Quante volte sono stata tentata di rinunciare, quante volte ho lottato contro l´energia negativa che pendeva sulla
bilancia interiore verso i miei peggiori atteggiamenti, mentre i demoni cercavano di convincermi che non sarebbe stato
possibile trasformare i miei condizionamenti indesiderati usando argomenti persuasivi per sviarmi.
“Stavi molto meglio prima di cominciare questo ridicolo percorso spirituale, sono delle stupidaggini non dimostrabili.
Lascia stare, ti avevano assicurato che saresti stata meglio, invece guarda come sei ridotta...”
Quando la negatività invade i nostri cuori ci troviamo nella condizione di inventare una buona scusante, per quando
sarà necessario spiegare o giustificare agli altri, perchè abbiamo fallito nella nostra nuova filosofia di vita.
In ogni caso nessuno ci crede lo stesso, perchè le persone, se non loro stessi impegnati in un percorso
spirituale, credono che la nostra nuova assunzione di responsabilità non sia altro che una moda New Age, impossibile da
verificare e applicare alla propria vita.
Tutti questi intralci segnalano il termine di una battaglia. In quest´istante siamo estremamente vulnerabili e in
procinto di abbandonare la lotta. Lo smarrimento e la sfiducia verso la propria fede può risultare fatale per la
vittoria sui demoni. E´ allora che la meditazione diventa uno strumento vitale; può sostenere, aprire una
porta dentro di noi, dove sono tutte le risposte. La meditazione può aiutarci a comprendere che non siamo soli e,
soprattutto, non stiamo combattendo una causa persa.
Intanto l´universo ci manda le condizioni per metterci alla prova, una dose di positività da parte delle nostre
guide amorevoli, sotto forma di segni e visioni nella meditazione, è un sollievo benvenuto nei momenti di confusione e
scoraggiamento. Non sottovalutate mai il potere delle forze negative. Se decidiamo di vivere in modo più spirituale e di
assumere la responsabilità di eliminare o trasformare la nostra personalità, allora dovremmo accettare
l´eventualità di qualche difficoltà e sofferenza durante il sentiero, prima di riceverne i benefici.
***
Oggigiorno quanti di noi vedono la bellezza del mondo che hanno intorno? Specialmente se abitiamo in città le semplici
meraviglie della vita passano inosservate, perchè?
Quando ci preoccupiamo solo di riempire la vita di confort e materialismo, spesso cessiamo di apprezzare quello che già
esiste intorno a noi. Molti diventano indifferenti alla bellezza della natura e a quelli tra noi meno fortunati. Le persone
povere sulle strade sono una scocciatura, un imbarazzo, un fastidio e per molti le guerre lontane non significano niente,
finchè, non arrivano a casa nostra... Viviamo con il cuore chiuso, con poca fantasia e carità, preferendo
possedere la bellezza, invece di ammirarla senza averla. Ma tenendo il cuore ben chiuso, scaviamo la nostra fossa; come morti
viventi costruiamo un muro di difesa intorno a noi stessi, per evitare il dolore e la sofferenza. L´amore e
l´amicizia sono spesso superficiali per la paura di perdere il controllo, mentre altri sono possessivi e considerano i
loro cari come oggetti utili a sollevarli dal senso di insicurezza e dal vuoto interiore.
Però quando apriamo il cuore succede un miracolo. Cominciamo ad apprezzare la benedizione della bellezza intorno a noi,
nella vita e nelle persone. La natura è qualcosa da onorare e proteggere, siamo parte di lei e lei è una parte di
noi. Possiamo fidarci, qualche volta saremmo scottati, ma ci fideremo ancora e ancora, cercando di non discriminare,
generalizzare e giudicare, invece mostrando compassione e comprensione verso gli altri. Quindi: quali sono i benefici nel
mantenere un cuore ben aperto?
E´ abbastanza evidente, anche se praticassimo solo il cinquanta per cento di quello che ho scritto. Certamente non
sarà facile, perchè quando gli esseri umani sono condizionati dalle abitudini mentali negative come la pigrizia,
l´arroganza, l´intolleranza e il materialismo, aprire il cuore agli altri è considerata una perdita di
tempo, una debolezza, qualcosa per persone religiose, ingenui e seguaci della New Age…
Qualsiasi forma di meditazione sarà difficile da praticare per chi ha il cuore sigillato, non credo che sarebbero
interessati; non ammetterebbero di poter trarre benefico da qualcosa di così semplice, senza alcun profitto e tutto
così poco scientifico! Ancora una volta siamo al punto di partenza: non tutti sono pronti per accettare la
spiritualità nella propria vita. Ognuno di noi è responsabile per le scelte e le azioni ed è saggio non
costringere chi non è ancora pronto a credere che è un´anima immortale in cerca di conoscenza e saggezza.
Magari possiamo regalare loro un libro che tratti questi argomenti, ma non significa che saranno pronti ad accettare questi
concetti prima del tempo.
Poco tempo fa mi è capitato di ascoltare un programma radiofonico che parlava della ‘nuova era della
spiritualità’ e dell´effetto di tutto ciò sull´umanità. Il discorso proseguì
sull´apertura del cuore, sono rimasta particolarmente colpita da un ascoltatore che ha telefonato per partecipare.
Quest´uomo fece delle osservazioni valide e molto ammirevoli, ma più andava avanti con il suo punto di vista,
più evidente risultava la sua intolleranza e il suo disprezzo per chi non aveva ancora scoperto il miracolo della vita
spirituale. Questa è un errore che molti commettono. Il risveglio spirituale è personale, non bisogna costringere
o far sentire inferiore o in colpa chi non è ancora arrivato alle nostre stesse conclusioni. Seguendo un percorso
spirituale si dovrebbe innanzitutto includere l´attenta valutazione dei nostri atteggiamenti e condizionamenti e non
criticare e giudicare quelli degli altri, perchè così diventiamo intolleranti, perdiamo forza interiore, mancando
completamente di vista l´obiettivo.
Esiste parecchia confusione intorno alle parole ‘New Age’ e ‘spiritualità’.
Molti hanno approfittato dell´espansione delle filosofie alternative, facendo di loro una moda poca seria. Diventare una
persona spirituale non significa portare vestiti etnici, bruciare incensi e ascoltare musica tribale: è molto più
di questo, non è neanche frequentare la chiesa, fare beneficenza e sacrificarsi per gli altri. Questi ultimi sono gesti
ammirevoli, ma senza una trasformazione del sè, che ci porterà sempre di più verso l´illuminazione e
l´armonia dell´anima, la spiritualità rimane una parola legata ad una fede religiosa esteriore, lontana dal
nostro più intimo sè.
La spiritualità è un modo di vivere, significa avere speranza nell´umanità, ricercare la conoscenza
e la saggezza. Vuol dire comprendere il dolore ricevuto da altri in precedenza e perdonarli, lasciando andare il rancore,
l´odio e la rabbia, accettando queste condizioni come lezioni scelte per la nostra evoluzione, prima della nascita.
La tolleranza, il perdono, la gentilezza, la compassione, la pazienza e l´amore incondizionato e l´amore per il
Tutto, la capacità di lasciar andare il controllo e il dominio, fanno parte di un percorso spirituale. Sì,
è vero, all´inizio saremo vulnerabili, ma col passare del tempo diventeremo più forti, più
consapevoli, capaci di amare e di perdonare, impareremo ad essere persone più felici e soddisfatte.
Non vi sembra un bel modello di persona nella quale trasformarvi?
Tratto dal Capitolo VI
Sfortuna incredibile o dono del cielo?
Negli ultimi tempi, ho incontrato molte di persone che devono affrontare seri problemi personali e che, nonostante condizioni
molte diverse, tra loro hanno un denominatore comune. Tutti credono di vivere la loro esperienza sgradevole per colpa di
qualcun altro.
Abbiamo già visto come tutti noi spesso troviamo faticosa l´accettazione dei nostri difetti e abbiamo grosse
difficoltà nell´assumerci la responsabilità delle nostre azioni. Quando il risultato è positivo,
arriviamo addirittura ad attribuirci il merito di gesta compiute da altri invece, quando l´esito è negativo,
cerchiamo a tutti costi di negare il nostro coinvolgimento, scaricando la responsabilità su qualcun altro.
Viviamo in una società che propone di continuo l´immagine della perfezione. Persone perfette, corpi perfetti,
denti perfetti. Anche le pubblicità per le creme e le lozioni per il corpo mostrano donne e uomini bellissimi, senza
difetti, senza un chilo di troppo, ragazze che non sono soggette ancora ai problemi dell´età; eppure
l´esteso commercio di questi prodotti prova che il pubblico condizionato dalla pubblicità, acquista anche se sa
benissimo che non assomiglierà mai ai modelli presentati negli spot pubblicitari.
Sembra quasi che chi compra questi prodotti cerchi di acquistare un sogno, la speranza di trasformarsi in qualcun altro, questo
indica che, in fondo, non siamo soddisfatti di chi siamo e delle nostre sembianze fisiche. La vendita delle creme è solo
un esempio, ma, facendo un´indagine più approfondita, la produzione di cosmetici, la chirurgia estetica e il mondo
del fitness, producono un giro d´affari di molti milioni di euro.
Quali sono le ragioni che portano a questa ricerca della perfezione?
Chi non può permettersi costosi rimedi sospira, mentre guarda le riviste di moda, immaginando di essere al posto di
quelle donne e uomini fortunati. La nostra società moderna, ormai, promuove non solo la perfezione fisica, ma anche
quella sociale e personale. I nostri rapporti dovranno in ogni caso apparire ‘giusti’, se non perfetti e quando
non siamo in grado di presentarci al meglio, allora un´apparenza attraente basterà. Poi, quando la capacità
di mantenere quell´apparenza cede per qualche ragione, cambiamo partner, divorziamo, cambiamo lavoro e amici oppure
rimaniamo dove siamo, annegando in un lago di autocommiserazione, sognando qualcosa di inaccessibile, incolpando gli altri per
la nostra esistenza infelice e insoddisfacente.
Finchè la vita va a gonfie vele, piena d´amore, di affetto e condizioni positive, allora anche noi siamo contenti
dell´immagine perfetta che presentiamo, ma quando le cose non vanno per il verso giusto voltiamo le spalle a noi stessi,
spaventati dall´immagine imperfetta intravista negli occhi degli altri e borbottiamo “cosa dirà la gente?
”.
Attraverso i secoli l´essere umano ha sviluppato una società in cui l´immagine, l´apparire, è
diventata una chiave d´accesso per ottenere l´accettazione sociale.
I giovani lo dimostrano molto bene seguendo la moda, il trend, perchè hanno bisogno di sentirsi accettati e di far parte
di un gruppo. Questo perchè l´essere umano è un animale sociale; anche se è costretto a seguire un
sistema codificato di regole mantiene la capacità di esprimersi nella sua individualità; è costretto a
seguire le regole della società a cui appartiene, ma non necessariamente gli stessi ideali.
La storia insegna che molti sono stati puniti per il loro individualismo, trucidati per le loro azioni ribelli che, in qualche
caso, hanno cambiato il corso della storia. Grazie al loro coraggio, al loro idealismo e alla lotta contro la tirannia politica
e religiosa, il mondo è un luogo più civile. Ma la maggioranza di noi è incapace di seguire un ideale,
perchè spesso non corrisponde a quello di chi vive intorno a noi, siamo congelati in un sistema sociale squilibrato,
frequentemente obbligati a comportarci come impone la maggioranza, come detta la consuetudine, come fanno tutti, come agivano i
nostri genitori, i nonni e bisnonni. Lo stesso punto di vista religioso e politico della tradizione familiare, la vita sociale
del paese spesso sono solo un´apparenza, insieme a vari altri comportamenti adottati per pura abitudine e non per scelta.
Ma le tradizioni sono veramente importanti oppure molte sono solo condizionamenti e limiti da superare?
Certamente i dialetti, i costumi, i piatti tipici e i lavori artigianali sono ottime tradizioni da lasciare in eredità
alle future generazioni, ma dov´è il confine fra la tradizione vera propria e i condizionamenti basati su
abitudini e codici sociali. E´ sempre possibile distinguere fra le due cose?
Nelle varie culture del mondo molte condizioni sono rimaste immutate da secoli, anche in alcuni paesi cosiddetti democratici,
come alcune usanze religiose relative al matrimonio e riguardo alla posizione sociale della donna. Conflitti presenti da secoli
sono presi poco seriamente perchè queste tragedie ormai sono insediate nella psiche umana, in altre parole: sono
diventate un´abitudine. Alcune di queste situazioni sono considerate come mali ineluttabili, questioni politiche
irrisolvibili, come ad esempio:
- il conflitto israelo-palestinese
- la divisione fra cattolici e protestanti nell´Irlanda del nord
- il razzismo in Sud Africa
- la discriminazione sociale fra i sessi
- la libertà di scegliere la religione alla maggiore età
- la discriminazione di ogni genere
- la caccia e la vivisezione
Certamente si potrebbe continuare, ma sono sicura di aver evidenziato il punto, siamo prigionieri di atteggiamenti etichettati
come ‘tradizioni’ che ci costringono a comportarci e a pensare secondo un codice di comportamento accettato dalla
società, anche se per noi risulta immorale, pena l´emarginazione. Infatti, quando ci comportiamo in modo
inconsueto, spesso la gente dice che siamo ‘strani’ o ci chiama con una varietà di altri aggettivi…
Io ho vissuto per molti anni all´estero e spesso il mio comportamento veniva criticato, ma fortunatamente, essendo
straniera, i miei ideali e comportamenti non convenzionali, furono perdonati perchè appartenevano ad un sistema di
pensiero ereditato da una cultura diversa, da un codice di comportamento sociale differente.
Quando non siamo accolti e inseriti in un gruppo tradizionale è molto facile soffrire la solitudine. L´isolamento
spesso subentra quando la persona in questione è diversa per via di una disabilità fisica. Molti disabili hanno
dovuto lottare per i propri diritti ad essere trattati come persone ‘normali’, ma il loro aspetto o
difficoltà, fa di loro dei candidati per l´intolleranza, emarginati da una società che venera la bellezza,
la perfezione e l´efficienza. Ancora una volta troviamo uno squilibrio non solo all´interno di noi, ma anche nella
società che cerca spesso d´ignorare chi non è considerato ‘normale’. Il diverso fa paura,
quindi lottiamo una guerra per la perfezione contro l´imperfezione. Questo malfunzionamento si riflette nel nostro
rifiuto di tutto ciò che consideriamo brutto, cattivo e disgustoso, incluso la fastidiosa responsabilità delle
nostre azioni.
Fin da bambini ci viene insegnato che il comportamento ‘cattivo’ è punibile, perchè solo gli
atteggiamenti ‘buoni’ sono accettabili. Certamente questa è una disciplina più che normale e insegna
ai bambini la differenza fra giusto e sbagliato, ma prima o poi subentrerà la confusione fra il bene e male e la
malvagità (come già detto nel capitolo II), causando uno squilibrio nella polarità interiore. Che cosa
possiamo fare per evitare che i nostri figli crescano con la disarmonia fra gli opposti?
Non sono un´esperta in pedologia, quindi non ho intenzione di dare lezioni su come allevare i figli, ma credo che se noi,
come adulti e genitori, fossimo consapevoli del nostro personale squilibrio, correggendo le tendenze e i condizionamenti
negativi, allora automaticamente questa nuova, sana stabilità si rispecchierebbe nelle nostre vite e nel modo in cui
alleviamo i figli.
Mi ricordo di una conversazione fatta qualche anno fa con una donna che aveva appena partorito. Lei desiderava una bambina
perchè sosteneva che i maschi crescevano trasformandosi in uomini sciovinisti. Quando risposi che sarebbe stato suo
compito trasmettere e insegnare a suo figlio il rispetto per le donne, l´autosufficienza nella cura di sè e della
casa, lei rispose sorpresa che suo marito non avrebbe mai ammesso un tale comportamento da parte di suo figlio, avrebbe detto
che quella era roba per donne e omosessuali!
Poco tempo fa mi capitò di parlare con un uomo senza speranza, la sua vita era un disastro, perchè aveva un sogno
che non riusciva a realizzare: la casa che voleva comprare costava troppo, e l´attività sognata sembrava sempre
più distante. A peggiorare le cose si aggiungeva suo padre che criticava le sue decisioni. Si sentiva pasticcione e
incompetente e quindi voleva rinunciare a tutto perchè non sarebbe mai stato in grado di costruire qualcosa di concreto;
in ogni caso non era all´altezza, diceva. Tutti volevano consigliarlo, intromettendosi nei suoi affari, quando stava
facendo del proprio meglio. Dovetti ammettere che stava annegando nell´auto-commiserazione. Era vero: quest´uomo
aveva un rapporto difficile con il padre, tutti i suoi fallimenti evolvevano intorno alla convinzione di essere incapace di
portare a termine qualcosa di concreto, perchè l´insegnamento del padre aveva instillato nella sua mente dei
condizionamenti negativi. Decise infine di comprendere i veri motivi per quel comportamento errato e si fece visitare da
specialisti e psichiatri per ‘disintossicare’ la propria vita, ma, nonostante ciò, lui non riuscì a
rompere questo circolo vizioso.
Per quale ragione quest´uomo non fu capace di guarire neanche con l´aiuto dei professionisti?
Nel momento in cui abbiamo un risveglio spirituale, oppure un forte desiderio di riprendere in mano la nostra vita, la chiave
del successo risiede nella capacità di assumerci la responsabilità per ogni azione e reazione. Quell´uomo
aveva percepito la necessità di cambiare, aveva letto molti libri e seguito vari corsi, ma senza assumersi la
responsabilità delle sue azioni tutto era vano perchè la scusa per i suoi insuccessi era sempre il padre e lui
serbava in cuore rancore e amarezza.
Nel quarto capitolo è stato discusso come il karma individuale determini la qualità della vita di ognuno di noi,
raccogliamo quello che seminiamo meritando molto di ciò che la vita ci riserva. Ma la reincarnazione non è un
credo cristiano, quindi è poco conosciuta e compresa nel mondo occidentale dove la gente invece crede nel destino, nella
fortuna e nella malasorte. Chi è benestante è considerato favorito dalla sorte, al contrario di chi è
povero. Il proverbio ‘fortunati al gioco, sfortunati in amore’, sembra indicare che le due energie, l´amore e
i soldi, non sono considerate una coppia vincente. La buona fortuna sembra essere associata al materialismo, al vincere al
lotto o a carte, a situazioni nelle quali vinciamo contro ogni probabilità, oppure ci procuriamo cose desiderate da
altri, ma non è generalmente associato a ciò che abbiamo già. Se però si fa l´esperienza
di trascorrere qualche giorno in quei paesi dove c´è la fame e la miseria saremmo tutti d´accordo sul fatto
che la fortuna non ha niente a che fare con il denaro, ma piuttosto col fatto di avere da mangiare e da bere in abbondanza. In
altre parole: noi apprezziamo le benedizioni che abbiamo dal cielo solo quando siamo felici e sicuri, disponiamo di denaro,
abbiamo amici, siamo innamorati e contenti in generale, altrimenti malediciamo la nostra sfortuna e invidiamo quelli più
favoriti dalla sorte.
Se fossimo tutti capaci di applicare questo concetto, sarebbe un grande passo per tutta l´umanità.
***
‘Ora’ è il momento di riunire le nostre sfortune e benedizioni, perchè insieme formano una
rappresentazione perfetta di ciò che ognuno di noi ha accettato di vivere, dopo aver deciso di ritornare in questo
meraviglioso mondo materiale. Sono gli strumenti per equilibrare le opposte energie interiori. Forse è solo una
questione di sapere se vogliamo aprire gli occhi e riconoscere quella verità dimenticata alla nascita, oppure continuare
a negare ciecamente all´anima il suo diritto di prendere la strada che lei stessa scelse di percorrere.
Ogni giorno, enumerando e apprezzando i miei doni dal Cielo, combatto gli ostacoli con rinnovata forza e col coraggio
acquisito. L´amore, la compassione e la comprensione risiedono più serenamente nel mio cuore, rifletto
sulla vita e su chi mi accompagna nella mia strada. Certamente non è facile e non sono e sarò mai una persona
perfetta, anzi, sbaglio in continuazione, ma almeno adesso posso affrontare i miei problemi senza la sofferenza e la
disperazione di un tempo. Ora sono in grado di misurare e sfidare gli ostacoli come avversari ad armi pari. Non sono più
vulnerabile, debole e incapace di reagire, emotivamente ridotta a compiere azioni senza speranza. Ho acquisito, negli ultimi
anni, più sicurezza e rispetto per me stessa e mi sono perdonata per tutti gli errori commessi e i fallimenti. Ora mi
voglio bene, non nella maniera superficiale e arrogante dell´ego, ma con la sincerità dell´anima.
Io credo che tutti meritino questo stato d´animo e sono convinta che siamo tutti capaci di ottenerlo, quando decidiamo di
far entrare la spiritualità nelle nostre vite. Accettando le nostre sfortune e doni come una sola cosa, siamo in grado
di creare gioia, nella nostra vita e nella vite degli altri.
Forse, in questo momento, alcuni di voi, stanno vivendo una vita di disperazione, ricordate che la Luce esiste sempre alla fine
del tunnel, i momenti di sofferenza ci inducono ad attimi di riflessione: cercate il messaggio nascosto nel dolore e
trasformate quel periodo negativo in qualcosa di utile. Aggiungendo positività ad una situazione estremamente
negativa, la tensione si allevierà sicuramente, la visione sarà un po´ più chiara, la nebbia si
diraderà lentamente. Solo allora saremo in grado di vedere ciò che ci accade da una prospettiva diversa.
Solo quando comprenderemo pienamente il funzionamento di queste due energie, il senso del loro esistere, sperimenteremo i
benefici che l´anima cerca di raggiungere con l´armonia.
Una volta assaggiata, anche solo per un istante, la dolcezza che deriva dall´equilibrio interiore non si torna più
indietro.
Perchè non provare?
L´apparizione della Tigre, ormai, non era più un evento nuovo. Con curiosità notai come essa giaceva
sdraiata, a riposo, con lo splendido disegno luminoso del suo manto segnato da strisce dorate. Era tornata. Con un sorriso
chiusi gli occhi per addormentarmi serenamente, consapevole di essere al sicuro sotto l´occhio attento della Tigre.
Tratto dal Capitolo VII
L'alba di un nuovo giorno
In seguito alla terza apparizione della Tigre percepii l´arrivo della chiusura di un capitolo nella mia vita. Nonostante
l´aver viaggiato tanto e combattuto numerose battaglie, alcune perse, alcune vinte, l´ultimo anello nella catena
karmica era ancora intatto.
Ora molti pezzi del mio puzzle di vita, cominciarono a unirsi, certe condizioni erano migliorate molto; quando tutto
sembrò andare per il meglio, improvvisamente il corso degli eventi prese una brutta piega.
Anche se molte difficoltà erano state superate, il problema del denaro era una costante, e, ancora una volta, ci
trovavamo schiavi delle situazioni, quindi evidentemente, stavamo sbagliando qualcosa, ripetendo gli stessi errori, incapaci di
interrompere il circolo vizioso.
Quando un demone (condizionamento) è vicino alla sua fine, non è inusuale sperimentare un bombardamento di
negatività. La vita stessa cerca di costringerci a prendere una decisione, che sarà probabilmente dolorosa.
Queste problematiche si manifesteranno attraverso ostacoli necessari per spingerci a compiere l´azione indispensabile per
completare la trasformazione e, più vicini siamo alla vittoria, più difficili saranno le scelte.
Solitamente le persone reagiscono con uno schema comportamentale abituale, spesso errato, quindi per trasformare qualsiasi
condizione negativa in positiva bisogna cambiare atteggiamento. La domanda da porsi è:
Qual è l´azione che conta e può cambiare le cose?
Come agisco di solito?
I nostri demoni come discusso nel terzo capitolo, sono i rappresentanti dei condizionamenti personali, sono ingannevoli, pronti
a sabotare, a qualunque costo, qualsiasi tentativo di eliminare la loro posizione occupata nel nostro quadro psicologico.
Solo quando siamo in grado di resistere alla tentazione di cedere alla ripetizione di inclinazioni negative, possiamo
neutralizzare il parassita che vive a nostre spese. Resistere serve ad aumentare la forza, a disciplinare la mente ed
equilibrare le energie interiori, dove l´anima, nella sua instancabile ricerca dell´illuminazione attraverso
l´armonia, onora il karma negativo, accumulato attraverso le tante vite.
Ciò significa provare simili esperienze e avvenimenti negativi, inflitti agli altri in esistenze precedenti.
Reincarnandosi, le circostanze di vita forniscono all´anima le condizioni perfette per sperimentare un simile destino. Ma
solo attraverso l´individuazione consapevole di questi condizionamenti, atteggiamenti e abitudini errate, con la loro
eliminazione o trasformazione, è possibile che un´anima si affranchi, dopo aver ‘rimborsato’ il debito
karmico.
Quindi, come ho ripetuto più volte e ribadisco ancora, anche se i nostri condizionamenti appaiono negativi, distruttivi
e spesso disperati, sono di fatto ciò che permette ad ognuno di noi di imparare le proprie lezioni di vita, quindi
è bene inserirli nella prospettiva corretta.
Come coppia, io e mio marito lavoravamo per comprendere consapevolmente lo schema del comportamento errato, dietro ai nostri
problemi. Gli ostacoli fino ad allora risultavano insormontabili, nonostante la nostra determinazione, quindi un altro piano
d´attacco era necessario se i demoni intendevano impedirci di vincere questa battaglia karmica. Con cautela immaginai
quale sarebbe stata la loro prossima mossa e, infatti, armati dell´unica arma che poteva condurci a fallire, attaccarono.
Vivere con la costante preoccupazione di non potere mantenere la famiglia è un sentimento degradante. La paura, unita
alla vergogna e al senso di fallimento, sono emozioni negative che possono causare i più forti di noi a rinunciare,
poichè soffrivamo per la mancanza d´indipendenza finanziaria, il punto più debole da colpire fu il nostro
conto in banca… Questa situazione, chiaramente non si risolveva, perchè il circolo vizioso non era ancora
spezzato; eravamo convinti di non poter compiere l´azione determinante, perchè gli stessi ostacoli ci impedivano
di farlo.
Sembra assurdo, ma questo è un segno molto positivo. A questo punto molti rinunciano cadendo nella disperazione, invece
l´unica cosa da fare è andare avanti con decisione, andare fino in fondo. Con la mente, disciplinata come
un´alleata e non come un nemico, è possibile visionare tutto senza vivere immersi nella sofferenza che spesso
causa depressione e mancanza di speranza.
Dopo qualche anno di ricerca arrivai alla conclusione che le nostre anime, la mia e quella di mio marito, avevano vissuto molte
vite insieme e che la nostra vita attuale aveva un significato ben preciso: onorare un debito che ci impediva di andare avanti.
Molti saranno scettici, lo posso comprendere, ma veramente non è necessario credere nella reincarnazione per poter
riconoscere gli schemi ripetitivi presenti nella vita di ognuno di noi.
La mancanza di denaro può essere uno dei più grandi ostacoli per la vita coniugale e i nostri primi cinque anni
di matrimonio non furono un´eccezione. Senza fondamenta stabili il divorzio sarebbe stato un´opzione facile, ma la
forza del nostro amore reciproco c´impedì di scaricare la frustrazione uno sull´altro.
Durante quel periodo eravamo spiritualmente ciechi, inconsapevoli del disegno dell´universo, ma, nonostante ciò,
superammo i primi ostacoli, vincendo battaglie contro eserciti di demoni di cui nessuno dei due conosceva l´esistenza.
Quelle furono solo le prime di molte lotte. La nostra unione dimostrava che finalmente le nostre due anime si erano unite, dopo
molte vite di forzata separazione e che, alla fine del viaggio, l´antico debito karmico che causava la mancanza di
indipendenza finanziaria stava per esaurirsi.
Studiando gli ultimi anni riesco a comprendere come le nostre vite furono intrecciate anche prima di incontrarsi, tutte le
scelte fatte, le decisioni prese, hanno spinto entrambi verso il nostro incontro. Il karma, oppure il destino se preferite, dal
nostro primo incontro, nel 1990, fino al matrimonio, ci ha guidato in un preciso percorso evolutivo. Forse il pericolo
più scontato sarebbe stato l´infedeltà, ma quello non fu parte del nostro piano. Non era
l´umiliazione per causa del tradimento che dovevamo sperimentare, ma piuttosto il senso di sconfitta derivante dalla
mancanza di indipendenza personale e finanziaria. Soffrivamo singolarmente e insieme, catturati in un circolo vizioso e
incapaci di porre fine a questa situazione imposta dal sè, finchè non apparse la Tigre.
La prima apparizione fu l´inizio di un´esperienza che mi avrebbe permesso di sviluppare la conoscenza necessaria
per comprendere e correggere i condizionamenti limitanti. Il mio risveglio spirituale fece tremare di paura i miei demoni che,
fino ad allora, avevano avuto vita facile, dato che combattevo le mie lotte con le mani legate dietro la schiena, in uno stato
di sonno.
Più ci avvicinavamo ad una soluzione, più la nostra situazione finanziaria peggiorava. Nel passato, una qualche
soluzione dell´ultimo minuto, ci salvava sempre per miracolo, tappando la falla, ma questa volta fu diverso. La vita
stessa decise di spingerci verso una trasformazione, dovevamo cambiare atteggiamento (forse più di uno), che avrebbe
permesso di risolvere i nostri problemi.
Tutto ciò è normale quando stiamo lottando per cambiare uno schema di vita negativo. Quando ci troviamo in un
angolo sappiamo benissimo cosa vuole dire essere disperati, pronti ad accettare qualunque condizione, a qualsiasi prezzo. Nel
passato, avevamo accettato compromessi sconvenienti, questa volta, decidemmo di non farlo. Furono momenti di terribile
preoccupazione, ma, col tempo, avevo conquistato forza e chiarezza, imparando a tenere sotto controllo la mia paura. Capii che
la risposta era vicina, chiusa sotto chiave da qualche parte dentro di me. Dovevo solo trovare quella chiave.
***
Negli ultimi anni io stessa ho assistito alla nascita di una nuova ed elettrizzante energia che plasmava la realtà
intorno a me. All´alba di questo nuovo giorno esistono ancora molti aspetti della mia vita da trasformare, ma in questi
ultimi anni ho potuto vincere una grande sfida: l´eliminazione di molte delle mie sofferenze personali auto-generate.
Il futuro sicuramente mi riserverà altre sfide, insieme ad altri ostacoli difficili da superare, ma, affrontandoli con
coraggio, la fenice rinascerà di nuovo dalle sue stesse ceneri, brillante e splendida, lasciando dietro di sè
l´ombra della donna che in passato, davanti agli ostacoli, cadeva miserabilmente a pezzi.
Mentre il primo cerchio si completa, c´è ancora molto da compiere. Chissà dove mi porterà la mia
prossima avventura, ma qualsiasi cosa mi succederà, non tornerò indietro.
Dopo aver passato gli ultimi sette anni scavando nel mio passato, è giunto il tempo per dedicarmi ad aiutare altri nel
comprendere il segreto da me scoperto. Una verità così semplice e così complessa, spesso fraintesa oppure
ignorata. Per chi non ha ancora compreso il messaggio di questo libro, il mio segreto è questo.
Contrariamente a quanto si crede, nessuno di noi è una pedina che viene spostata avanti e indietro su una scacchiera per
volontà di un destino crudele e spietato. I nostri destini sono sempre stati presenti, pronti per essere plasmati dalla
nostra volontà, nascosti nelle nostre stesse mani, mascherati sotto la comprensione di una singola parola: scelta.
Tratto dal Capitolo VIII
Scalando la montagna
Tutto ciò che ho scritto si basa sull´esperienza personale da quando iniziò il mio ‘risveglio’
nel 1998. Chi intende avvicinarsi alla spiritualità potrebbe trovare questi argomenti troppo impegnativi, quindi ho
cercato di mantenere un linguaggio semplice.
L´obiettivo di questo libro non è di convertire la gente o fare proseliti.
Di tutte le religioni la spiritualità è il nucleo, il perno di ogni dottrina, ma il problema per
l´umanità, oggi, è ricordare che bisogna ‘praticare’, piuttosto che perdersi nei dogmi,
nei rituali e nel bisogno impellente dell´ego di compiere gesti benefici per sentirsi meritevole e virtuoso. Ma quando
cominciamo davvero ad applicare la spiritualità, scopriamo l´importanza dell´equilibrio e dell´armonia
interiore che, una volta acquisiti, fanno sì che il nostro aiuto verso il prossimo sia veramente sincero e utile. Come
già detto, nessuno può ‘insegnarci’ ad essere più spirituali, è una cosa che deriva da
una spinta interiore, o da ‘coincidenze’, esperienze e ‘lezioni’ in genere dure, di vita e il risveglio
avverrà solo quando l´anima sarà pronta. La saggezza che sta alla base di qualsiasi tradizione spirituale
dell´umanità può aiutare veramente chi è in grado di comprenderla. I messaggi alla base di ogni
religione sono equivalenti, ma sono stati sommersi e a volte stravolti dall´esigenza di istituzionalizzare, codificare e
‘amministrare’ il messaggio ‘divino’.
Il modo nel quale ognuno di noi cresce spiritualmente, oppure il tipo di veste che preferisce indossare, è di poca
importanza perchè le strade percorse saranno spesso simili, le vesti potranno variare nel colore e nello stile, da
persona a persona.
All´inizio ho scritto di essere una persona ordinaria, senza alcuna particolare credenziale, a parte quella di aver
sperimentato un risveglio spirituale.
Spesso gli autori di libri di spiritualità sono tutt´altro che persone comuni, generalmente sono professori,
laureati, leader spirituali ed esperti in questo campo. Ma nonostante il rispetto che questi personaggi meritano, la nostra
possibilità di successo può essere limitata dal fatto che non sono persone ordinarie e quindi la gente è
indotta a credere che non potrà mai giungere al loro livello. Questa distanza, insieme al gioco dei nostri demoni che
manipolano e riducono la sicurezza di chi è ispirato a iniziare questo percorso, offre la giustificazione perfetta per
non tentare una trasformazione del sè. I demoni, così abili e insidiosi, suggeriscono la convinzione che non
siamo all´altezza, non siamo abbastanza istruiti, non abbiamo vissuto qualche incredibile esperienza di pre-morte da
spingerci a cambiare. Molte persone si trovano in questa situazione paradossale ed anch´io credevo di non avere la
capacità di trasformare la mia vita. Per tanto tempo, per questo motivo, ho rimandato la decisione di scrivere le mie
esperienze, ho sempre pensato che nessuno sarebbe stato interessato a leggere quello che avevo da dire, perchè non avevo
alcuna credenziale, oltre a quella di essere una persona come tutte le altre.
Dedico il mio messaggio a tutte quelle persone, com´ero io, che si nascondono dietro la scusa di non essere in grado di
concepire idee spirituali. Dovremmo smettere di mettere le persone sui piedistalli, perchè così limitiamo le
possibilità di raggiungere gli stessi traguardi, fornendoci la perfetta scusa per non fare mai quel primo passo
rilevante.
Il mio risveglio fu il risultato dell´apparizione della Tigre che indubbiamente mi ha reso il percorso più facile;
dopotutto vedere una Tigre Siberiana di dimensioni reali nella propria stanza da letto, può essere un evento
terrificante…
Non tutti ricevono una visione quando iniziano un sentiero spirituale. L´arrivo della Tigre per me è avvenuto per
un motivo molto preciso, in un momento particolare della mia vita e quindi non fu un´esperienza sconvolgente e
spaventosa. Forse per alcuni un evento del genere avrebbe causato terrore. Io penso che l´energia divina conosca ognuno
di noi intimamente e che sappia quello che siamo in grado di accettare. Nel mio caso l´apparizione di un animale-totem
svelò qualcosa di accettabile per me, perchè ho un forte legame con lo sciamanesimo, amo la natura e gli animali
in genere. Altri potrebbero assistere alla visione di qualche amato scomparso o di un santo, non esistono limiti o regole
precise. Ma anche esperienze meno intense, non sono da sottovalutare, sono sempre messaggi mirati per spingerci verso un
cambiamento interiore, forse sono meno spettacolari, meno ovvi, ma senz´altro sono da prendere in considerazione.
Ogni giorno molti messaggi passano inosservati perchè i nostri cuori sono chiusi e i nostri occhi ciechi; siamo anime
intrappolate in questo mondo tridimensionale di materia, limitati da una mente che non funziona al di fuori della dimensione
spazio-temporale e da cinque sensi. Evolvendo lentamente in esseri multi-dimensionali tutto diventerà improvvisamente
più chiaro e vedremo che le esperienze della vita ci fanno crescere e ci guidano verso un´esistenza più
spirituale.
Durante la stesura di questo libro anche la mia nuova consapevolezza aumentava gradualmente. I concetti che prima erano
disordinati e confusi si rispecchiavano nelle centinaia di pagine non numerate. Esprimere per iscritto le proprie esperienze, i
messaggi e i sogni, può essere un processo molto importante, perchè si osserva come l´intenzione si
materializzi e cominci a svilupparsi. E´ una sensazione di grande soddisfazione. Io l´ho trovato di grande aiuto e
suggerisco alle persone di scrivere le fasi del proprio cambiamento, perchè quelle parole scritte sulla carta,
diventeranno la testimonianza delle vostre trasformazioni.
Ora è giunto il momento di sviluppare la fede nella nostra capacità di trasformare la propria vita. Non
chiederemo più il permesso di avere, adesso diamo inizio alle affermazioni che avremo, perchè lo meritiamo.
Quando chiediamo qualcosa dalla vita, con la speranza che ci venga concessa, siamo come bambini che chiedono alla madre che
compri loro un giocattolo. Poniamo un punto interrogativo invisibile sul fatto di essere degni del desiderio, oppure no. Molti
di noi, non sono convinti del proprio merito e non si aspettano di ottenere ciò che desiderano.
Fare affermazioni positive su noi stessi, in modo sincero e senza che l´ego prevalga con i suoi bisogni su quelli
dell´anima, è sempre più facile dopo un periodo di ricerca sui motivi che stanno dietro i nostri modi di
reagire, spesso negativi. Imparare ad amare noi stessi, è come celebrare un matrimonio perfetto. E´ un rapporto
fatto di compromessi, bisogna accogliere sia il bene che il male, è un´unione, armonia fra le polarità
opposte, un processo naturale attraverso il quale diviene possibile raggiungere uno stato di pace interiore,
l´accettazione di noi stessi: è l´amore incondizionato per il proprio Sè superiore. Dopo tutto
dovremmo volere il meglio per chi amiamo…
Ho letto scaffali e scaffali di libri, pagine e pagine sature di parole sagge mirate a convincermi a pensare positivo,
promettendo cambiamenti straordinari, l´arrivo dell´amore e dell´abbondanza nella mia vita. L´idea di
accogliere grande benefici fu un incentivo avvincente, ma nessun autore ha mai spiegato le difficoltà che avrei avuto,
per ottenere questi cambiamenti miracolosi. Non sapendo l´immensità del lavoro da svolgere e l´impegno che
avrei dovuto affrontare, senza preparazione, la strada per la trasformazione non era un obiettivo chiaro.
La gente compra libri su temi spirituali per vari motivi: chi per seguire la moda del momento e chi perchè percepisce
che nella sua vita manca qualcosa. Altri invece hanno ricevuto un messaggio e sono alla ricerca di risposte, ma una cosa
è comune a tutti questi lettori: sono inquieti, infelici e insoddisfatti della vita in generale.
A questo punto, dopo aver comprato un libro per i motivi appena menzionati, leggiamo le parole che vi sono scritte, dopo di che
succederà qualcosa di molto preciso. Siamo ancora sotto l´influenza dei nostri demoni, l´ego condizionato e
qualsiasi pensiero o intenzione di applicare quanto scritto, causerà infiniti reclami da parte del ‘demone’.
Cominceranno le giustificazioni e le scusanti e sarà tutt´altro che facile iniziare, perchè
succederà sempre qualcosa per impedircelo. Senza una corretta e coerente conoscenza del processo, insieme alla
volontà di reagire, molti falliranno.
Ma abbiamo tentato una vita più spirituale per sentirci meglio, non peggio…
Sfortunatamente questo processo non è facile, la spiritualità non è una moda, un atteggiamento da lasciare quando arriva un altro argomento new age più avvincente. La spiritualità è un impegno per la vita, questo
è il fatto decisivo che dividerà i lettori in due gruppi distinti: chi andrà avanti e chi perderà
interesse.
Nonostante tutto i motivi per cui quest´argomento fa vendere così tanti libri in tutto il mondo sono molti. La
sete di risposte alle molte domande che finora sono rimaste senza verità, oltre all´inquietudine della gente e la
mancanza di amore e compassione, rivela che tutti cercano di riempire un vuoto incolmabile. Il fatto è che la stessa
infelicità e l´impazienza non permettono di abbracciare una filosofia di vita, perchè, paradossalmente,
è troppo impegnativo. Un vero circolo vizioso.
Solo una piccola percentuale di questo genere di lettori tenterà fino in fondo di applicare quanto scritto nei libri
acquistati. Conosco per esperienza quanto possono essere faticosi quei primi, difficili passi. Ma sono passi necessari per
purificare l´anima. Possono verificarsi momenti d´intensa difficoltà ed è del tutto naturale,
perchè stiamo praticando quello che chiamo karmic crash course, ossia un´accelerazione di karma. In altre parole
questo significa che parecchie sofferenze destinate ad ulteriori esistenze future sono presenti nella vita in corso. Questo
aspetto fa parte della purificazione e se non comprendiamo questo, oppure non lo accettiamo, le possibilità di successo
sono minime.
Prima di andare avanti, vorrei precisare ed evidenziare i più importanti vantaggi che una persona che intraprende un
cammino spirituale possiede nei confronti di chi non lo fa.
L´intera razza umana soffre, sarebbe impossibile vivere la vita senza problemi, ma è come noi reagiamo alla
sofferenza che fa la differenza.
Le emozioni negative, espresse attraverso le sofferenze umane, sono energie potenti che ci rendono capaci di azioni violente.
Tutti noi abbiamo sperimentato momenti di disperazione almeno una volta nella nostra vita, quindi siamo tutti consapevoli di
come la sofferenza può trascinare le persone al più basso livello di comportamento umano e meno disciplinata
è una persona, più intensa sarà l´azione e la reazione.
La purificazione, attraverso l´eliminazione dei condizionamenti, farà venire a galla le emozioni negative durante
il processo, poichè le energie negative e positive sono complementari, sono destinate a raggiungere l´armonia,
perciò la negatività dovrà concedere spazio alla sua controparte. L´impegno di riparare lo
squilibrio, causato da condizionamenti familiari e ambientali, richiederà un lungo periodo di purificazione, dove la
melma stagnante, nascosta in profondità, dovrà essere espulsa ed eliminata. Gradualmente, con ogni emozione
negativa scovata e rimossa dalla profondità della psiche (situazioni che nel passato hanno causato rabbia, dolore,
infelicità, rancore, gelosia ecc…) e interiormente più equilibrati, le nostre realtà cominceranno a
trasformarsi.
La negatività, quindi la sofferenza, mina il potere di affrontare e superare i problemi; il modo in cui reagiremo
deciderà la qualità della nostra vita. Un contrasto non da poco. Possiamo scegliere fra angoscia, paura e
preoccupazione, invece di una vita tranquilla e serena, anche se non priva di problemi anche seri. Questo è il vantaggio
delle persone sul sentiero spirituale.
Costruendo la forza interiore, attraverso l´eliminazione di sofferenze stagnanti di vecchia data, lascia libero, chi
adotta questa filosofia, di affrontare le difficoltà della vita con distacco e saggezza. Con la mente sotto controllo,
la disperazione dell´ego impaurito e insicuro è sostituita da una forza interiore capace di affrontare qualsiasi
ostacolo.
La negatività fiorisce nelle condizioni e situazioni facili, la positività invece richiede sempre, senza
eccezione, uno sforzo. Non esistono scappatoie o trucchi, la conoscenza non è in vendita e solo con pazienza e
perseveranza, avanzando per gradi, sarà possibile andare avanti nella crescita spirituale. Chi crede possibile ingannare
la vita o trovare qualche scorciatoia, sarà deluso. E´ prudente tenere a mente che procederemo di un passo solo se
ci saremo guadagnati il diritto di farlo.
Gli esseri umani sono qui per imparare, non esiste un altro modo. Come succede ai bambini, all´inizio le lezioni saranno
difficili da comprendere. Ricordiamoci sempre che noi meritiamo tutto quello che la vita ci presenta, nel bene e nel male e non
sottovalutiamo mai la legge di ‘Azione e Reazione’ ossia la legge del karma, che include anche i pensieri.
Senza scoraggiarci, prima ancora d´iniziare, ricordiamo che quando dedichiamo il meglio di noi stessi con
sincerità e umiltà, non importa se cadiamo più volte nello stesso errore, perchè ciò che
conta è l´intenzione sincera dietro l´azione, pertanto ci si rialza e si riprova.
Riconoscere dentro di noi, uno squilibrio interiore che si manifesta in atteggiamenti negativi, per quanto banali possano
apparire, è già un grande passo verso una trasformazione. Il potere dell´intenzione di rilasciare
l´eccesso di negatività in noi e i tentativi che ci vorranno per realizzarla, dipenderà esclusivamente
dalla forza della nostra volontà. In ogni caso sarà prima necessario riconoscere quell´atteggiamento
negativo della nostra personalità, poi avere l´intenzione di modificarla per eliminarla col tempo. Dopo,
un´ondata di benessere e forza scorrerà attraverso le vene, nutrendo il cuore e l´anima.
Per imbarcarsi in una tale avventura la maggior parte delle persone ha bisogno di quella che potremmo chiamare una
‘chiamata mistica’. Senza qualche metaforico ‘calcio nel sedere’, molti di noi non si candiderebbero
mai per un qualsiasi tipo di disciplina mentale, semplicemente perchè è troppo impegnativo.
Ovviamente i candidati più idonei sono coloro che manifestano i primi sintomi di un risveglio spirituale e, con tutta
probabilità, hanno già ricevuto qualche messaggio o sperimentato qualche particolare ‘coincidenza’,
magari leggendo proprio questo libro… Per chi non ha ancora identificato un richiamo particolare dall´anima,
preoccuparsi o voler insistere con le ‘tecniche’ a tutti i costi, non risolverà niente. Non si può
forzare, o peggio ancora simulare una rinascita, perchè questa avverrà solo quando l´anima sarà
pronta.
Forse questo libro per qualcuno sarà illuminante, una frase lo ispirerà a fare un passo avanti, mentre alcuni
forse non termineranno neanche la lettura, non trovandolo abbastanza interessante tanto da inserire la chiave nella loro porta
interiore. Ogni persona è unica, il momento giusto e la via verso il risveglio è una questione personale. Ma
quando giunge quel momento, la trasformazione sarà inevitabile e soprattutto progressiva; tutti ci spingono a essere
veloci, quindi dò un consiglio a chi soffre di impazienza, preparatevi per la prima lezione: la pazienza!
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